Da L’Aquila che rEsiste a L’Aquila che si Barcamena

Altre 4 parole in libertà sull’attuale situazione politica nella città dell’Aquila e su nuove possibili rotte autonome di partecipazione…

Nelle ultime settimane si è fatta sempre più densa la discussione sulla supposta successione dei poteri nella ricostruzione aquilana, sulla dismissione o meno della struttura commissariale e dell’uscita di scena del ruolo di commissario.

Discussione conseguente all’abbinamento di due nuovi dati politici: l’entrata in Italia di un nuovo governo (tecnico) e la riconferma a livello locale di Massimo Cialente a sindaco dell’Aquila.

E’ mia intenzione continuare allora a fare delle riflessioni politiche parziali dentro questa contingenza nell’intenzione di fornire un piccolissimo contributo analitico generale a riguardo, dato che di analisi c’è bisogno, e se possibile aiutare a sgombrare il campo da tutta una serie di elementi che inquinano la narrazione in questa cornice.

Nonostante i buoni propositi ri-enunciati da tutte le parti infatti, la situazione politica in cui si colloca L’Aquila resta particolarmente ingarbugliata e, sopratutto, sempre la stessa.

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Incontro Barca-cittadini: una storia già vista in una nuova contingenza politica.

Presenti all’incontro una cinquantina di operatori più quel centinaio di volti soliti – tra cui il mio –  che costituiscono la cosiddetta “società civile” aquilana.

Scopo non dichiarato della giornata: legittimare il ministro Barca.

Nel tendone infatti non è facile capire dove ci troviamo oggi, in che tipo di incontro.

Si capisce che la cornice si chiama “Barca incontra L’Aquila” una specie di tour concentrato in una settimana del ministro della coesione territoriale.

Tappa di oggi la pubblica piazza nel tendone dell’Assemblea cittadina aquilana.

Apre Gianni Chiodi che dall’operazione ne esce riabilitato alla grande.

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