DETENUTO IRACHENO MUORE DI FAME A L’AQUILA

liberazione del 13 agosto 2008
Alessandro Tettamanti
Era stato arrestato a Milano. Una pena di un anno e tre mesi per tentata rapina. Pare, uno scippo di un cellulare. Ma Ali Juburi, iracheno di 40 anni, si è sempre dicharato innocente. Finisce a S. Vittore, come il 70% dei colleghi detenuti in attesa di giudizio (quasi tutti extracomunitari). Una volta condannato, viene “sfollato” per fare posto a nuovi “in attesa di processo”. E’ il 28 marzo e Juburi arriva al carcere di Vasto (Chieti). Il 20 Maggio viene trasferito ancora, nella casa circondariale di L’Aquila. A questo punto della storia è in sciopero della fame da 15 giorni. Almeno così ci dicono le agenzie e le storie raccolte da altri giornalisti sul posto (non conferma il carcere). Juburi protesta. Non ritiene giusta la condanna emessa a Milano. A L’Aquila proseguirà lo sciopero della fame fino a quando non sarà troppo tardi per tornare indietro. Nel capoluogo abruzzese entra in ospedale il 28 Maggio. Continua a rifiutare il cibo. Viene sottoposto a un trattamento sanitario obbligatorio. ma lui non vuole e arriva a strapparsi le flebo. Fino a che non torna sui suoi passi e riprende ad alimentarsi sotto controllo medico. Ma il suo corpo debilitato non ce la fa.

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La storia dei 50 della Global Logistica di Pomezia

Su Liberazione del 7/08/2008

Alessandro Tettamanti_Pomezia
Santa Palomba, Pomezia, pochi km da Roma. Da giorni una quarantina di lavoratori indiani e pakistani stanno svolgendo un presidio fuori l’azienda dalla quale il 25 luglio sono stati licenziati. La Global Logistica, cooperativa che svolge il servizio di logistica presso il deposito alimentare della catena di supermarket GS, li ha “espulsi per motivi comportamentali” a causa di una rissa. Così almeno è scritto sulla lettera recapitata ad ognuno di loro.

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